ESAURIMENTO SURRENALICO
Stanchezza cronica, specialmente al mattino che non migliora con il riposo, debolezza muscolare, ipotensione, irritabilità, ansia, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno. Ma anche bassa tolleranza allo stress emotivo o fisico, attacchi di panico, "nebbia mentale", apatia e sbalzi d'umore, perdita di peso non intenzionale, problemi digestivi. Sono i sintomi che accompagnano "l'esaurimento delle surrenali"
L'esaurimento surrenalico (spesso definito nella medicina funzionale come "disfunzione dell'asse HPA") non avviene da un giorno all'altro. È il risultato di un processo a tappe in cui le ghiandole surrenali, spinte a produrre costantemente cortisolo (l'ormone dello stress), finiscono per "esaurire le scorte" o perdere la capacità di rispondere agli stimoli.
Ecco la sequenza di eventi tipica che porta a questa condizione:
1. Fase di Allarme (Stress Acuto)
Inizialmente il corpo reagisce a uno stimolo stressante (ad es: lavoro intenso, un lutto, un'infezione). L'ipotalamo segnala alle surrenali di pompare cortisolo e adrenalina.
Sintomi: iperattività, ansia, difficoltà a prendere sonno ("stanchi ma euforici").
Cosa succede: i livelli di cortisolo sono molto alti.
2. Fase di Resistenza (Stress Cronico)
Se lo stress non cessa, il corpo cerca di adattarsi. Le surrenali continuano a lavorare a pieno ritmo per mantenere i livelli di energia necessari a "sopravvivere" alla situazione.
Sintomi: Dipendenza da caffeina, irritabilità, cali glicemici, accumulo di grasso addominale.
Cosa succede: Il cortisolo rimane alto per troppo tempo, iniziando a danneggiare i tessuti e a interferire con altri ormoni (come quelli della tiroide).
3. Fase di Esaurimento (Il Crollo)
Le ghiandole surrenali non riescono più a stare al passo con la domanda. La produzione di cortisolo crolla drasticamente, lasciando il corpo senza la sua principale "benzina" per gestire lo stress e l'infiammazione.
Sintomi: Stanchezza estrema che non passa col riposo, nebbia mentale (brain fog), bassa pressione sanguigna, intolleranza al freddo e alle luci forti.
Cosa succede: i livelli di cortisolo sono patologicamente bassi, specialmente al mattino.
I principali "Trigger" (Inneschi)
A causare questo declino spesso è una combinazione di fattori:
· Stress Emotivo Prolungato: problemi relazionali e/o familiari, shock emotivi, lutti non elaborati o un ambiente di lavoro o scolastico tossico.
· Infiammazione Silente: infezioni croniche (come l'Epstein-Barr o candidosi), disbiosi o intolleranze alimentari non diagnosticate che costringono il corpo a produrre cortisolo per spegnere l'incendio interno.
· Mancanza di Sonno: il ritmo circadiano è il "direttore d'orchestra" delle surrenali. Dormire poco o male rompe il ciclo del cortisolo.
· Eccesso di Stimolanti: abusare di caffeina e zuccheri raffinati crea continui picchi e valli glicemiche che stressano le ghiandole.
· Overtraining: l'attività fisica troppo intensa, senza adeguato recupero, è vista dal corpo come una minaccia fisica costante.
Come riconoscerlo?
Se ti ritrovi in questa descrizione un segnale tipico è l'inversione del ritmo del cortisolo: fatica estrema al risveglio (hai bisogno di molti caffè per connettere) e un picco di energia innaturale verso le 22:00, che ti impedisce di dormire bene, alimentando il circolo vizioso.
Come agire?
Ti ritrovi in qualcuna di queste fasi specifiche?
Spesso ci si accorge di essere in questa spirale solo quando il corpo "stacca la spina" per autodifesa.
Se senti che le tue batterie sono a terra e il ritmo sonno-sveglia è sfasato è necessario togliere pressione alle surrenali.
Ecco tre pilastri pratici per invertire la rotta:
1. La "Finestra d'Oro" del Sonno
In una condizione di esaurimento surrenalico, il picco di cortisolo serale (quello che ti fa sentire sveglio alle 22:30) è il fattore numero uno di cui occuparsi.
Obiettivo: spegnere gli schermi il prima possibile ed essere a letto, al buio, entro le 22:00-22:30.
Tra le 23:00 e l'01:00 le surrenali effettuano il loro "tagliando" principale. Se sei sveglio in quella fascia, il corpo produce una scarica di adrenalina per tenerti attivo, svuotando ulteriormente le riserve per il giorno dopo.
2. Alimentazione Strategica
Le surrenali odiano le montagne russe della glicemia. Ogni calo di zuccheri costringe le surrenali a produrre cortisolo per alzare il glucosio nel sangue.
Ricerca di cibi dolci
Sospendi il consumo di zuccheri semplici e carboidrati raffinati per evitare i picchi glicemici. Ad ogni picco glicemico segue un calo di zuccheri che innesca un circolo vizioso.
In condizione di esaurimento surrenalico alla base della ricerca degli zuccheri ci sono:
La stanchezza e mancanza di energia
Carenza di Magnesio e/o di Cromo
Disidratazione
Carenza di acidi grassi
Consigli:
Grassi e Proteine a colazione: evita la colazione dolce (cornetto o biscotti). Uova, ricotta, noci, olio di cocco e/o burro ghee aiutano a stabilizzare l'energia fino a pranzo, evitando il bisogno di zuccheri e di mille caffè.
Assumi una buona quantità di Cromo prediligendo cereali integrali, verdure e frutta fresche, noci, mandorle e semi oleosi, fonti proteiche animali come uova, carne e pesce.
Bevi più acqua (lontano dai pasti).
Integra del Magnesio.
Assicurati una buona quantità di omega 3 consumando pesce azzurro e olio di lino.
Ricerca di cibi salati
È comune in stato di esaurimento surrenalico la ricerca di cibi salati. Ciò avviene perché ci sono:
Carenza di sodio e disidratazione: quando le surrenali sono sotto stress e perdono funzionalità, faticano a produrre aldosterone, un ormone che trattiene il Sodio (un minerale che non ha nulla a che vedere con il sale da cucina) che l’organismo utilizza per alcune funzioni benefiche. Per di più, se manca il Sodio, l’organismo non è in grado di trattenere acqua, per cui tende a disidratarsi più facilmente
Carenza di elettroliti
Carenza di Iodio
Carenza di Cloruro
Consigli
Bere più acqua: spesso il desiderio di sale è disidratazione mascherata.
Integra sali minerali e minerali alcalinizzanti (citrati e bicarbonati).
Riduci i cibi processati: sostituisci snack industriali con opzioni più sane. Sostituisci il sale raffinato con sale marino integrale, naturalmente ricco di iodio e oligoelementi che ne agevolano l’assorbimento. Scegli cibi di natura salata come alghe, pesce, fagioli neri (ad es: azuki Hokkaido).
3. Gestione della Caffeina
Questa è una parte fondamentale: la caffeina "spreme" le surrenali già stanche.
Consiglio
Non bere caffè appena sveglio. Aspetta almeno 60-90 minuti dal risveglio. In questo modo permetti al poco cortisolo naturale che hai di fare il suo lavoro, senza creare una dipendenza artificiale immediata. Cerca comunque di eliminarlo o di non berne più di uno al giorno.
Una routine con l'Olio essenziale di Pino Silvestre
Il Pino è un tonico: le sue molecole possono aiutare a stimolare le ghiandole surrenali a lavorare in modo più equilibrato.
L’olio essenziale di Pino dissolve la debolezza e dà forza
- Rinvigorente: contrasta la sensazione di debolezza fisica e mentale.
- Supporto Surrenalico: aiuta il corpo a rispondere meglio allo stress prolungato che porta all'esaurimento.
- Respiro Libero: spesso la stanchezza si accompagna a una respirazione superficiale; il pino apre i polmoni, migliorando l'ossigenazione.
Per dare un segnale chiaro al tuo sistema nervoso prova questo schema per 2 settimane:
1. Ore 08:00 (o al risveglio): massaggio con 3 gocce di Pino diluite in un cucchiaino di olio di mandorle o jojoba sulla zona dei reni (sulla schiena) e sul punto R1 del piede. Questo dice al corpo: "Ok, siamo al sicuro, puoi iniziare a produrre energia".
Fai anche l'inalazione secca: versa 2 gocce di olio puro su un fazzoletto, meglio se di stoffa, inala per almeno 5 minuti (non toccate il naso).
2. Ore 15:00: inalazione secca dal fazzoletto.
3. Ore 21:00: spegni gli schermi e passa a un olio rilassante come la Lavanda Angustifolia (Vera/Officinale) per abbassare il cortisolo serale.
Ti raccomando di scegliere solo oli essenziali puri al 100% adatti all'uso terapeutico.
Contro l’ipotiroidismo
Le qualità stimolanti del pino suggeriscono l’impiego nei casi di ipofunzionalità tiroidea. Lo "sfiancamento surrenalico" può portare infatti all'ipotiroidismo funzionale: lo puoi verificare al mattino, quando sei ancora a letto misurando la temperatura ascellare.
Come eseguire il test (Test di Barnes)
Perché i dati siano affidabili, devi eliminare ogni variabile che possa alzare la temperatura (movimento, cibo, stress).
1. Preparazione: usa un termometro preciso (quelli al gallio/vetro sono i più stabili). Mettilo sul comodino la sera prima.
2. Al risveglio: prima ancora di scendere dal letto, di parlare o di bere acqua, metti il termometro sotto l'ascella.
3. Tempo: resta immobile per circa 8/10 minuti.
4. Registrazione: segna il valore per almeno 5-7 giorni consecutivi.
Interpretazione dei Risultati
La temperatura ascellare basale "ideale" dovrebbe oscillare tra 36,5°C e 36,8°C.
- Sotto i 36,4°C in modo costante: potrebbe indicare ipotiroidismo o una bassa attività metabolica. Spesso si accompagna a stanchezza mattutina, nebbia mentale, mani e piedi freddi.
- Valori molto instabili (es: un giorno 36,2, l'altro 36,7): Questo è spesso un segnale di esaurimento surrenalico al suo esordio. Se le surrenali sono instabili, non riescono a supportare la tiroide nel mantenere una temperatura costante.
Avvertenze per le donne
Se sei in età fertile sappi che il ciclo ormonale influenza la temperatura.
Il momento migliore per il test è nei primi giorni del ciclo mestruale (dal 2° al 4° giorno), quando i livelli di progesterone sono minimi.
N.B: Se ti trovi costantemente con la temperatura sotto i 36.3°C rivolgiti ad un endocrinologo in grado di valutare la presenza di ipotiroidismo clinico o subclinico.
Come usare l'olio essenziale di Pino per la tiroide
Se ti trovi con valori della temperatura instabili puoi effettuare anche questo automassaggio:
Diluire 3 gocce di olio essenziale di pino silvestre in un cucchiaino da caffè di olio di mandorle dolci o jojoba (anche di oliva in mancanza) e massaggiare delicatamente la fossetta situata alla base del collo, con movimenti circolari.
NB: Se la temperatura resta invariata e non senti cambiamenti potresti aver bisogno di un supporto più mirato, dell'impiego di piante adattogene (vedi l’Aswagandha,) di zinco, selenio e/o myo-inositolo, fondamentali per la conversione degli ormoni tiroidei. Evita il faidate e rivolgiti ad un professionista esperto in medicina funzionale e/o biointegrata.


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