MEDICINA BIOINTEGRATA
Al contrario della visione riduzionistica e meccanicistica propria dell'allopatia, la medicina biointegrata considera l'uomo come un'unità inscindibile. Questo approccio si fonda sul principio dei frattali, dove ogni piccola parte è un eco dell'intero: un microcosmo che riflette il macrocosmo e viceversa.
La geometria frattale regola molte strutture biologiche, ad esempio:
• Albero Bronchiale: i bronchi si suddividono in bronchioli sempre più piccoli, ma il modello di ramificazione a ogni livello di scala rimane geometricamente simile.
• Sistema Vascolare: le grandi arterie si diramano in arteriole e capillari con un modello ripetitivo, ottimizzando la distribuzione del sangue nell'organismo intero.
• Neuroni: l'arborizzazione dendritica dei neuroni segue una logica frattale per massimizzare le connessioni nello spazio disponibile.
In Embriologia Computazionale la Dimensione Frattale è uno strumento quantitativo per analizzare la morfogenesi e permette ai biologi di quantificare con precisione i fenomeni di auto-organizzazione che definiscono lo sviluppo embrionale.
Riconoscere la natura frattale dell'organismo significa vedere un problema manifestato in una piccola parte, non come un evento isolato, bensì come riflesso della disarmonia dell'intero sistema. La terapia deve quindi agire sull'unità del sistema per recuperare l'armonia. Troviamo lo stesso concetto nelle Riflessoterapie.
Come in ogni sistema ordinato e armonico, i processi vitali non sono statici, ma seguono un ordine omeodinamico. La medicina biointegrata si pone l'obiettivo di recuperare l'armonia tra le parti e di favorire l'innato sistema adattativo che garantisce l'equilibrio dinamico, ovvero la capacità di autoregolazione.
Un essere vivente è infatti caratterizzato dalla capacità di auto-organizzazione, un concetto che va oltre la semplice omeostasi (il raggiungimento di un punto di equilibrio stabile). Si tratta piuttosto della capacità di mantenere in equilibrio le oscillazioni dinamiche dei vari sistemi fisiologici in risposta alle continue richieste, interne ed esterne al nostro ambiente.
La malattia non è vista semplicemente come il fallimento dell'omeostasi, ma come la perdita di quella flessibilità e capacità di autoregolazione che permette al corpo di "danzare" con le richieste ambientali mantenendo l'armonia. L'obiettivo della medicina biointegrata è proprio sostenere questo "innato sistema adattativo" per recuperare la flessibilità dinamica.

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